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Canottieri Velocior 1883

Storia della società

Canottieri Velocior 1883

OLTRE 140 ANNI DI SPORT E TRADIZIONE

La storia dice che il 27 agosto del 1883 un gruppo di persone appartenenti alla borghesia locale fondarono la Società Canottieri Velocior Spezia.  Giulio Beverini fu il primo Presidente. Una delle prime società di canottaggio fondata in Italia.
La Federazione Italiana Canottaggio chiamata all’epoca R. Rowing Club Italiano fu fondata nel 1888 e la Velocior è affiliata dal 1904.

La società nasce in un periodo storico di effervescenza e di grandi cambiamenti sociali e urbanistici della città: era da non molti anni terminata la costruzione dell’Arsenale con tutte le opere accessorie che avevano fatto cambiare volto e vocazione alla piccola cittadina. Nasce sul modello dei club inglesi come testimoniato dal primo statuto rimasto in archivio datato 1889, caratterizzato da una rigida democrazia interna a garanzia della convivenza sociale. Nello Statuto viene scelta la bandiera, l’abbigliamento e lo stemma

Nasce quindi non solo un’associazione sportiva, ma anche un club aristocratico e borghese sul modello inglese, esclusivo del bel mondo della città dove gli amici si incontrano, discutono, organizzano gare, ma anche feste sia private sia pubbliche spesso a scopo benefico.

I soci appartengono all’elite della città e i loro nomi sono noti tuttora: Beverini, De Nobili, Paganini, Della Torre, Da Pozzo, Fortelli, Della Rosa, Centi, Federici, Lardon, Andolcetti, Ferrari, Cozzani e tanti altri.

Tommaso di Savoia e Luigi di Savoia furono, nei primi anni del 900, rispettivamente presidente e socio onorario.

All’interno viene praticato il canottaggio e anche la vela: attività fortemente radicate nella città di mare ed esercitate come fonte di lavoro che trovano ora collocazione anche in un contesto sportivo.

• La scelta del nome e i primi successi

Per la Società viene scelto un nome impegnativo e non troppo modesto, una esortazione quasi un incitamento latino: Velocior più veloce che testimonia la volontà di primeggiare, di combattere e prevalere sportivamente sugli avversari.

La ragione sociale sarà poi cambiata nel 1983, in occasione del centenario, in Canottieri Velocior 1883. Rimane la carica di chi vuole primeggiare memore anche di un grande passato

Da allora un percorso sportivamente entusiasmante ma comunque non facile che ha accompagnato la crescita e l’espansione della città, ha fatto i conti con i due periodi bellici (Una lapide di marmo posta all’ingresso della sede attuale nel 1967 ricorda i soci ed atleti della Velocior caduti nella prima guerra mondiale) durante i quali le attività furono sospese e le sedi distrutte e successivamente ricollocate con molta fatica a causa della interferenza mai risolta con l’espansione del porto alla quale tutto pareva dover essere sacrificato.

I nostri predecessori, con grinta e perseveranza riuscirono comunque tranne un breve periodo a rimanere nelle vicinanze della posizione attuale e finalmente nel 1946 i soci ottengono una concessione demaniale nella posizione attuale dove viene posizionata una baracca ottenuta dalla M.M. ad un prezzo simbolico. Nel 1959 1960 viene finalmente costruita la sede attuale, non ampia, ma decorosa e sufficiente per le necessità agonistiche e dotata anche di una vasca interna per gli allenamenti, che con piccole modifiche è arrivata fino ai nostri giorni.

In quegli anni la Società si rinnova e si apre anche alle atlete, a ogni ceto sociale e si coltiva di più l’aspetto agonistico e meno quello mondano soprattutto sotto la spinta di un allenatore mitico del tempo Epaminonda Altanese, che dal  1947 al 1969 dedica alla società tutto il suo tempo libero e fa crescere atleti come Marco Loraggian (allenatore dal 1970 al 1974), Paolo Balloni, Giuseppe De Capua, Aldo Bassi, Giancarlo Buffa, Tonino Bunazza e Umberto Palla che mietono successi uno dopo l’altro a livello regionale, nazionale e internazionale.

Ricordiamo Raffaele Viviani come primo atleta targato Velocior che partecipa alle olimpiadi di Roma 1960 nell’otto.

A E. Altanese succedono i fratelli Porrini, Elvio e Silvio, dal 1974 al 2003 responsabili del nuovo centro federale per il canottaggio che portano, il “gigante” Natale Spinello (cinque volte campione d’Italia) alle Olimpiadi di Montreal 1976 nel quattro con.

Sono anni di “boom” anche per il canottaggio spezzino e le soddisfazioni non mancano come, però, anche il pensiero che la società possa essere espulsa dall’area del porto mercantile che di anno in anno viene ristrutturato e ampliato.

La società comunque non si arrende e risponde con ulteriori successi di Natale Spinello e di Eugenio Borio e poi di Alessandra Borio, Alessandra Bonamini, di Giuseppe Piazza e di Norberto Zannini, di Fabrizio Curetti, di Massimo Patrone tutti campioni italiani.

Alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984 Alessandra Borio, campione mondiale nel 1981, conquista la finale e si posiziona al settimo posto, mentre Norberto Zannini è convocato come riserva.

Dopo qualche anno, nel 1989, nasce una nuova stella del canottaggio, Erika Spinello che vince i giochi della gioventù a Piediluco e da allora non si ferma più: due volte campione mondiale undici volte campionessa italiana e riserva alle Olimpiadi di Atlanta del 1996. A lei si affianca Mattia Righetti che conquista il titolo mondiale juniores nel 1998 e innumerevoli successi fino a partecipare nel 2000 alle Olimpiadi di Sidney.

Dal 2003 al 2020 subentra Francesco Bernul che sostiene il settore sportivo con grande dedizione e passione in anni nei quali la prospettiva di espulsione dalla posizione storica, centrale nel tessuto cittadino, tenuta per oltre 100 anni, diventa sempre più concreta con ripercussioni anche sul settore sportivo.

Infatti, le necessità dell’attività portuale ed il progetto del fronte a mare, dal quale i circoli nautici storici Velocior e Velico risultavano esclusi, hanno caratterizzato minacciosamente gli ultimi decenni dell’attività.

Nel 2020 viene completamente rinnovato lo staff allenatori con la nomina di Riccardo Mazzoni come Direttore Tecnico, e la costituzione di un nuovo staff di giovani allenatori, alcuni dei quali sono tuttora nello staff Velocior: Giorgio Pintus, Nicolo’ e Gianluca Marcellini,  Elia Pennucci, Roberto Corsini, Federico Marescotti, Pino Cocco e Mario Casassa che permettono di strutturare un’attività di canottaggio, agonistica e ludica, che parte dagli otto anni fino a corsi per adulti senza limiti di età e destinati anche a persone e ragazzi con disabilità intellettiva gruppo Special Olympics che con la maglia Velocior partecipa a numerose gare di indoor rowing e regate in barca.

Dopo 20 anni, finalmente, la Velocior, nel 2023 è tornata a conquistare un titolo italiano nella categoria ragazze con Francesca Torri e Greta Spissu.

C’è quindi nuovamente la consapevolezza che si può vincere, si può tornare ad essere la Velocior.